Mentre infuria la polemica sull’asilo di Bressanone e il suo muro divisorio, voglio raccontare un fatto di tenore esattamente opposto che purtroppo sulla nostra stampa molto etnica non è ritenuto meritevole di attenzione. Se siete fedeli cattolici e desiderate ascoltare una predica che accanto all’evento religioso riesca anche a concretizzare l’immagine di un Alto Adige multietnico vi invito a partecipare ad una funzione presso la chiesa di S.Giacomo di Laives.
Confesso come la stragrande maggioranza dei cattolici ipocriti partecipo alle funzioni religiose quasi solo in occasione degli eventi più importanti (Natale, Pasqua, Giorno dei morti).
Ogni volta quasi quasi mi commuovo. Italiani e tedeschi uno a fianco all’altro. Sul pulpito un prete che predica in parte in tedesco e in parte in italiano. Le letture vengono proposte in alternanza in italiano e in tedesco. Ma la cosa che in ogni occasione mi colpisce sono le persone: quelle di una certa età. Seguono e partecipano alla funzione religiosa in entrambe le lingue senza alcuna remora, senza alcun problema di lingua. Certo in parte si tratta di meccanismi acquisiti nel corso di anni di frequentazione della chiesa, ma com’è difficile descrivere quella convinzione con cui persone di lingua italiana usano parole in lingua tedesca per esprimere la propria fede. E’ tutto così naturale, così ovvio, così logico. A Bolzano è assolutamente improponibile.
Mah forse ho una visione superficiale. Forse in realtà i problemi esistono anche qui a S.Giacomo, ma in questo giorno pasquale lasciatemi questa immagine di una chiesa piena di fedeli e non di italiani o tedeschi. Un miracolo.
